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Una curiosità non a tutti nota: l’origine del nome “Sterlina” .

Articolo redazionale del 07/10/2016

Sterlina è il nome italiano della valuta ufficiale del Regno Unito e di alcune parti di territorio sparse nel mondo, compresa un'area del Polo Sud definita “Territorio Antartico Britannico”. 

L'origine del suo nome deriva da “Sterling Silver“,una lega metallica composta per il 92.5% di argento e il 7.5% rame.  

In inglese, la moneta viene chiamata prevalentemente "Pound" e anche, seppur raramente, "Pound Sterling".

"Pound" è la traduzione, dal latino, di "Libbra" l'unita di misura romana. Ecco il motivo per cui è denominata anche “Lira Sterlina”.  E "Libbra" è anche l’origine del nome della ex-valuta italiana: la nostra, da molti ancora amata, Lira.

 

Sino al  1158, e sin dall’anno 760, il “Penny” circolante era composto di solo argento puro ma subì una modifica sostanziale per l'intervento di Enrico II il quale fece coniare il centesimo detto “Tealby”.  

Questo venne coniato in “Sterling Silver” e in questa foto potete vedere un "Tealby" cosi come giunto ai nostri giorni:

 

Nei decenni a venire, all’incirca nell’intervallo di tempo dei regni di Enrico VIII ed Edoardo VI, la “Sterlina in Argento”  fu profondamente declassata fino ad arrivare ad essere una moneta con solo il 33,3% d’argento e la restante parte in rame.

Nel 1489, prese posto una nuova moneta, la cosiddetta “Sovrana d’Oro” o, in inglese,  “Gold Sovereign”, la prima che si possa definire  “moneta d'oro britannica”. In questo articolo potrete leggere più approfonditamente altri dettagli su di essa.

Per quasi due secoli la “Sterlina d’Oro” di Enrico VII rimase la moneta corrente fino all’arrivo della moneta denominata “Ghinea”, che molti riconoscono essere stata la più rappresentativa dell’aristocrazia inglese per i successivi secoli. Fu nel marzo del 1663 che si segnò la data di passaggio in cui la Corona britannica dichiarò la “Ghinea” moneta ufficiale del Regno. 

Qualcuno sostiene che il motivo per cui si scelse di rifare il "look" alle coniazioni britaniche fu dovuto all’imbarazzo di Re Carlo II  generato dal confronto con le belle monete francesi scoperte durante il suo esilio. Queste erano coniate da macchinari all’avanguardia, mentre quelle britanniche ai tempi erano ancora coniate “a martello”.

Nel 1816 la Sterlina d’Oro, (ma in realtà tutto il sistema monetario inglese dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte), vide una nuova veste a seguito della legge del “Great Recoinage”: questa legge definì le caratteristiche (peso lordo, peso del puro contenuto, dimensioni) che, sino ad oggi sono ancora invariate.

Fu rappresentata da un pezzo d'oro del peso di gr. 7,988 con  titolo di purezza pari a 916,66°°° (22 carati su 24).

Oltre al pregio del contenuto metallico, aveva anche quello della forma sia dal lato artistico, con il bassorilievo dell’incisore italiano Benedetto Pistrucci, sia da quello tecnico per la qualità delle coniazioni. 

Si può quindi dire che la nostra "Sterlina d'Oro" ha percorso un lungo viaggio per giungere fino ai giorni nostri così come la conosciamo, ben 1200 anni di storia dalle sue origini.

Questo ci lascia presagire che esiste una possibilità futura che la Sterlina d’Oro, così come oggi si presenta, possa subire ulteriori stravolgimenti  come la storia  ha dimostrato.

E la domanda è: quanto tempo passerà prima della prossima sostanziale trasformazione? 

 

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