Il mio nome è Sterlina, Sterlina d'Oro.

Articolo redazionale del 7 dicembre 2015

Era il 1963 quando  James Bond raggiunse le sale cinematografiche del mondo per la seconda puntata della saga, che appassiona tuttora milioni di  fans nel mondo, con uno dei film caposaldo: 007 - Dalla Russia con amore. La Bond Girl di questa edizione era una bellissima, ancorchè oggi come allora poco nota, attrice italiana: Daniela Bianchi.

Tra le prime scene del capolavoro, James Bond (interpretato da Sean Connery) riceve la solita valigia segreta accessoriata con le nuove armi ad alta tecnologia e con, nascosto tra due cinghie, un piccolo scomparto contenente 50 monete, ovviamente le nostre amate Sterline in Oro.

Il film, come tutti, finisce dopo un avventuroso epilogo tra tentativi di uccisioni e scene d’amore  Ovviamente James si salverà da entrambe le pericolose situazioni libero di continuare ad amare e spiare per i successivi, sino ad oggi, cinquant’anni. E noi gliene auguriamo almento 100 volte tanto.

Ma la vera curiosità di questa storia è un’altra: pare che Ian Fleming, lo scrittore che ha dato spunto  alle sceneggiature dei primi film della serie, sia stato ispirato a scrivere questo particolare nei suoi libri perché effettivamente tutti gli agenti militari speciali di Sua Maestà, ancor oggi e sin dalla seconda guerra mondiale, impegnati in operazioni ad alto rischio, ne ricevano sino a 20 di sterline d’oro da poter utilizzare nel caso si verificassero i rischi estremi del combattimento tra cui il rimanere bloccati dietro le linee nemiche.  Per far fronte a queste emergenze possono così essere usate per  “acquistare” riparo, cibo o utilizzarle come salvacondotto. Va detto anche che su questo particolare vige un segreto di stato e non è stato facile, da parte nostra, verificarne l'attendibilità. Ci sembra giusto così.

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